2011年5月19日木曜日

ユーベの次期監督はアントニオ・コンテで決まりか

Conte-Juve, ci siamo
È un maniaco della tattica
(La Gazzetta dello Sport)

MILANO, 17 maggio 2011 - Tredici anni, 419 partite e 44 gol. Cinque scudetti, una Champions League, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa europea, una Coppa Uefa, una Coppa Italia, quattro Supercoppe italiane. E’ la storia di Antonio Conte con la maglia della Juventus. Una storia bellissima, che però Antonio, da quando si è seduto in panchina, ha chiuso in un cassetto. Perché il suo sogno è quello di scriverne un’altra altrettanto bella da allenatore. Un allenatore diverso rispetto a due anni fa, quando il passaggio dal Bari alla Juve sembrava cosa fatta e invece saltò dopo un incontro con Blanc lasciando in Conte una delusione fortissima.

LA MATURITA — Ventiquattro mesi non sono trascorsi invano. Dal punto di vista tecnico Conte è cresciuto perché si è confrontato con due realtà diverse, ma ugualmente dure: all’Atalanta ha trovato un ambiente caldo e una situazione difficile, ha lavorato con passione e impegno, si è scontrato con Doni ed è stato costretto a lasciare nonostante risultati in linea con i programmi di salvezza del club. A Siena, invece, ha guidato una squadra con l’obbligo della vittoria e dell’immediata risalita in serie A. E ha saputo gestire le insidie del lunghissimo campionato di B.

IL LAVORO — L’impressione è che, rispetto a due anni fa, Conte sia più duttile tatticamente: il 4-2-4 resta il modulo preferito, ma non l’unico praticabile. Per vincere con la Juve il tecnico è disposto a smussare certi angoli, ma non a cambiare il punto centrale della sua filosofia: il lavoro. Antonio è un maniaco, non lascia nulla al caso, in allenamento è un martello. Quando scendono in campo i giocatori sanno alla perfezione cosa devono fare. Queste le parole di Conte a SportWeek, il magazine della Gazzetta, l’8 novembre 2008: "Sono un allenatore che crede nel lavoro. Odio l’improvvisazione, il mio è un calcio memorizzato in cui dalla trequarti c’è spazio per la fantasia individuale. Alla squadra cerco di trasmettere la mentalità vincente: dobbiamo stanare gli avversari nella loro metà campo, sarebbe una sconfitta rinunciare a giocare. Studio i rivali, ma non mi adatto a loro".

LA PROFEZIA — Come manifesto non c’è male. Qualche dubbio, e Antonio lo sa, riguarda il carattere: alcune espulsioni per proteste, il litigio con i tifosi a Bergamo, qualche conferenza stampa decisamente "calda", una certa fatica a metabolizzare le sconfitte anche quando, come sabato sera ad Ascoli, arrivano ad obiettivo largamente raggiunto. Il rifiuto della sconfitta è una virtù se resta nei limiti di una serena analisi della realtà. Ma anche sotto questo aspetto Conte sembra più maturo. Sembra pronto per la Juve. In fondo l’aveva detto lui stesso sempre l’8 novembre 2008: "La panchina bianconera è un obiettivo perché la Juve è una grande squadra. Ci vogliono tempo, fortuna e risultati. Di sicuro, se entro 3 o 4 anni non sarò arrivato ad alti livelli, lascerò perdere". Pare proprio che ci sia arrivato.


ユベントスの会長アンドレア・アニエッリはルイジ・デル・ネーリ監督の将来は来週決めると答えているが、更迭されるのはもはや既定路線。

ファン・ハール、マッツァーリなどの名前が挙がったが、本命はシエナのアントニオ・コンテ、対抗はポルトのアンドレ・ビラス・ボアスでほぼ決まりそうだ。

ふたりに共通しているのは若き戦術家というところ。ビラス・ボアスのほうが柔軟性があるが、コンテも負けてはいない。バーリ、シエナの2つのクラブを昇格させた手腕は見事で、24ヶ月ぶりのラブレターにコンテも断れないとしている。シエナも認める方向だ。

一方、ビラス・ボアスはポルト残留を明言しており、また違約金も高いとして、他のクラブの監督就任を否定している。

この世界、翌日には話が変わっているのが当たり前だが、ユーベの偉大なるキャプテン、コンテが古巣を率いる確率は非常に高そうだ。

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